Bibliografia
Opere consultate
- AA. VV., Dizionario di teologia biblica, Genova, Marietti, 1995
- AA. VV., Guida alla Bibbia, Roma, Edizioni Paoline, 1980
- AA. VV., In un’altra forma. Percorsi di iniziazione all’icona, Sotto il Monte (BG)-Schio (VI), Servitium Editrice–Interlogos,1996
- AA. VV., Presenza dell'invisibile. Bellezza e preghiera nelle icone russe, Abbazia di Praglia, Ed. Scritti Monastici, 1989
- J. J. Allen, La via interiore. La direzione spirituale del cristianesimo orientale, Milano, Jaca Book, 1996
- M. B. Artioli, M. F. Lovato, La Filocalia, Milano, Gribaudi, 2001 (4 voll.)
- A. Asnaghi (a cura di), Preghiere russe, Vicenza, La Locusta, 1990
- P. G. Bernardi, L'icona, Roma, Città Nuova, 1998
- J. Dirks, Les saintes icônes, Priorato d’Amay, 1939
- M. Eliade, Immagini e simboli, Milano, Jaca Book, 1998
- P. Evdokimov, Teologia della Bellezza. L'arte dell'icona, Cinisello Balsamo (MI), San Paolo, 1996
- P. Florenskij, Le porte regali. Saggio sull’icona, Milano, Adelphi, 2002
- M. Lurker, Dizionario delle immagini e dei simboli biblici, Cinisello Balsamo (MI), San Paolo, 1994
- E. Malnati, Dio nel Suo Mistero, Trieste, MGS PRESS, 1998
- G. Manzoni, La spiritualità della Chiesa ortodossa russa, Bose, Qiqajon, 1993
- T. Palamidessi, L'icona, i colori e l'ascesi artistica, Roma, Arkeios, 1997
- O. Popova, E. Smirnova, P. Cortesi, Icone, Milano, Mondatori, 1997
- Th. Špidlík, La preghiera secondo la tradizione dell’Oriente cristiano, Roma, Lipa, 2002
- L. A. Uspenskij, La teologia dell'icona, Milano, La Casa di Matrjona, 1995
Articoli consultati
Miranda, La definizione in termini “spirituali” del monaco tra IV e V secolo, in «Rivista di ascetica e mistica», Firenze, Ed. Nerbini, 2004, n. 2, pp. 285-307
Testi sacri
La Bibbia di Gerusalemme
P. Beretta (a cura di), Nuovo Testamento Interlineare (Greco Latino Italiano), Cinisello Balsamo (MI), San Paolo, 1999
[5]P. A. Florenskij, in AA. VV., Presenza dell'invisibile. Bellezza e preghiera nelle icone russe, Abbazia di Praglia, Edizioni Scritti Monastici, 1989, p. 15.
[11]krasnij ugol" (= l'angolo bello), riservato esclusivamente a questo manufatto. Si tratta di un piccolo santuario domestico, ornato di fiori e lampade, dove vengono esposte le icone protettrici della famiglia. Di notevole interesse è anche il rito russo dell'ospitalità agli stranieri, pellegrini o uomini smarritisi nella steppa, nel quale è compreso il saluto alle sacre immagini, che dev'essere rivolto non appena si entra in casa.
Ulteriore prova del legame inscindibile tra uomo ed icona è quanto ricorda Paola Cortesi, iconografa della Scuola iconografica di Seriate, riguardo alla diffusione di queste opere dopo la lotta iconoclasta (843):«Ovunque erano viste come presenze benefiche e autorevoli, partecipi della vita umana in tutti i suoi aspetti: c'era quindi l'icona che proteggeva le partorienti, che accompagnava i pellegrini, che confortava gli ammalati o vegliava i moribondi, fino a quella che seguiva il defunto nella tomba, stretta fra le sue mani per precederlo come "avvocato" davanti al trono di Cristo nel giorno del Giudizio».P. Cortesi, in O. Popova, E. Smirnova, P. Cortesi, op. cit., p. 10.
[14]San Germano, patriarca di Costantinopoli, in O. Popova, E. Smirnova, P. Cortesi, op. cit., p. 10.
[17]Cfr. Genesi 3, 23-24: «Il Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden, perché lavorasse il suolo da dove era stato tratto. Scacciò l'uomo e pose ad oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada folgorante, per custodire la via all'albero della vita».
[23]Cfr. Vangelo secondo Marco 14, 33: «Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia».
[26]Concilio dei Cento Capitoli, in AA. VV., Presenza dell'invisibile. Bellezza e preghiera nelle icone russe, cit., p. 17.
[30]Per la simbologia biblica riguardante l'icona e i suoi elementi cfr. AA. VV., Dizionario di teologia biblica, Genova, Marietti, 1995; M. Lurker, Dizionario delle immagini e dei simboli biblici, San Paolo, 1994; M. Eliade, Immagini e simboli, Milano, Jaca Book, 1998.
[33]Anche in altre religioni, quali, ad esempio, l'egiziana e la greca, l'albero assume un'importanza fondamentale. Esso è considerato simile al tempio, luogo sacro ed inviolabile, fino a diventare simbolo vero e proprio della divinità. In Egitto si venerava Hathor, dea del cielo, rappresentata nelle tombe sotto forma di albero, mentre fornisce cibo e bevanda al defunto o al suo uccello-anima. Nella mitologia greca si può ricordare il giardino delle Esperidi e l'albero delle mele d'oro, capaci di donare l'immortalità. Per ulteriori approfondimenti riguardo alla simbologia delle piante nei culti precristiani o in altre religioni cfr. M. Eliade, op. cit., pp. 143-154.
[47]Cfr. Lettera ai Romani 6, 6: «Sappiamo bene che il nostro uomo vecchio è stato crocifisso con Lui, perché fosse distrutto il corpo del peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato».
[51]Cfr. T. Palamidessi, L'icona, i colori e l'ascesi artistica, Roma, Edizioni Arkeios, 1997, p. 145.
[52]Naturalmente non è possibile realizzare un'icona che abbia 3 centimetri di base, 4 di altezza e 5 di diagonale. Di conseguenza, nell'esecuzione pratica è fondamentale mantenere la proporzione del 3, 4 e 5 fra le varie parti del manufatto: «A seconda della grandezza che si vuole ottenere si stabilisce perciò una misura unitaria che si moltiplica per 3 e per 4: automaticamente la diagonale varrà cinque volte la misura unitaria stabilita». Ibidem.
[53]Il significato simbolico di questo triangolo e delle misure dei suoi lati era già stato rilevato da Plutarco: «Il 3 è il primo numero dispari (non considerando l'unità come numero ma come principio di tutto); il 4 è il quadrato del primo numero pari; il 5 è la somma di 3 e 2; il quadrato di 5 dà il numero delle lettere dell'alfabeto egizio e quello degli anni di vita del bue sacro Api». Plutarco, Ivi, p. 146. È chiaro che nell'ambito di questa trattazione sulle icone si preferisce esporre esclusivamente l'interpretazione simbolica in chiave cristica, tralasciando quella derivante da altri culti religiosi.

